Monterubiaglio

Origini e storia

Percorrendo un’incantevole strada panoramica che da Castel Viscardo declina verso Orvieto si raggiunge Monterubiaglio, un piccolo e suggestivo borgo collinare posto su un declivio dominante la valle del fiume Paglia. Il suo territorio è ricco di acque termali e offre angoli di rara bellezza naturalistica: oliveti, vigneti, magnifici boschi sono gli indiscussi protagonisti di questi luoghi.
Le origini etrusco-romane di Monterubiaglio sono documentate dal ritrovamento di alcune iscrizioni. Sicuramente costituiva un’importante base dell’antica via romana Traiana Nova, utilizzata in alternativa all’altra via di comunicazione, la Cassia, che collegava Bolsena a Chiusi. Su questa arteria sono ancora visibili tracce del fondo in pietra e segni inequivocabili del passaggio assiduo lasciati dalle ruote dei carri.
Il nucleo abitato di Monterubiaglio si stringe attorno al castello medievale, appartenuto in passato alla famiglia dei Monaldeschi della Cervara, che si occuparono, nel Duecento, della ristrutturazione di questa dimora abitandola fino al 1650. Dopo il 1650 il possesso del castello passò ai Ludovisi di San Casciano e successivamente ai Negroni, quindi, nel 1882, ai Giberti Macioti.
Tra gli eventi storici che interessarono Monterubiaglio, si ricorda il sacco di questo luogo nel 1503, ad opera delle bande di ventura guidate da Cesare Borgia.

La chiesa parrocchiale

Nel 1250, sui resti di un tempio romano, fu edificata la chiesa dedicata ai Santi Giovanni Battista e Antonio da Padova. La struttura architettonica conserva ancora intatta la forma originaria: una navata centrale affiancata da due navale laterali, con abside unica, priva di coro; la volta è a crociera, suddivisa in cinque spicchi, originariamente forniti di finestre; due di queste vennero chiuse successivamente da due dipinti di forma circolare con le immagini dei santi Antonio abate e Marco evangelista. La finestra centrale posta sull’abside è dominata dall’immagine dell’Agnus Dei che protegge un ponte decorato, scoperto dopo il restauro compiuto a seguito del terremoto che danneggiò la chiesa nel 1695. Dal 1652 vi si celebra, in agosto, la festa in onore della Madonna Assunta, con la processione che vede come protagonista la statua in legno di pero realizzata dallo scultore Ippolito Scalza. Lo Scalza, architetto e scultore orvietano, fu anche il progettista della piccola chiesa a pianta ottagonale in località “La Madonna”, le cui mura ospitano gli stemmi nobiliari delle famiglie subentrate nel tempo nel possesso del castello.

Natura e passeggiate

Per godere delle bellezze del territorio di Monterubiaglio e approfondirne la conoscenza in modo rilassante e piacevole si possono utilizzare le numerose passeggiate che segnano il paese.

Iniziando il percorso da Piazza Statuto (Castello), scendendo per via del Poggio e continuando per via Traiana Nuova, di fronte a voi si aprirà lo splendido panorama della valle del fiume Paglia, con il Santa Fiora, il Monte Amiata, il Castello di Torre Alfina, il Monte Rufeno e la Selva di Meana, posta a destra del fiume. Sul versante viterbese, nelle vicinanze di Monte Rufeno, dal lato di Castel Viscardo e Allerona, la valle è coperta da folti, incantevoli e nesplorati boschi

Percorrendo la strada provinciale, attraverso un sentiero si arriva alle Fonti di Tiberio. A sinistra, sotto la piscina, troverete un bosco e attraversandolo giungerete al Cannelletto, luogo ricco di acqua sulfurea e ferruginosa. Questo punto, sul fiume Paglia, è sicuramente uno dei più suggestivi del luogo.

Transitando in via Goffredo Mameli, lasciando alle spalle l’abitato si raggiunge la strada provinciale dove, all’incrocio, si affaccia una minuscola e graziosa chiesina intitolata a Nostra Signora Ausiliatrice. L’edificio è stato costruito nel 1902 dalla Società di Mutuo Soccorso. Attraversando la provinciale si può raggiungere il fiume Paglia dove, in località Barca Vecchia, troverete i resti di un antico ponte che documentano il passaggio della strada romana verso Chiusi.

Dalla piazza di Monterubiaglio, scendendo per la via che conduce a Orvieto, è possibile raggiungere via del Cimitero e la chiesetta del Crocifisso, che custodisce al suo interno affreschi del Seicento.

Castello
Castello
Area di sosta
Calcetto
Castello
Castello